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ROMA (MF-DJ)–“L’ordinanza della Nona Sezione Civile emessa ieri dal Tribunale di Roma e’ un importante passo verso la legalita’ e il riconoscimento della proprieta’ intellettuale di chi produce contenuti“.

Questo il commento di Tullio Camiglieri, coordinatore del Centro Studi per la protezione dei diritti degli autori e della liberta’ di informazione.

YouTube e’ uno strumento di grande utilita’, ma oltre ad aver dato la possibilita’ a milioni di utenti di condividere i propri contenuti online, sfrutta senza averne diritto contenuti di ogni genere protetti da copyright. E il confine con la pirateria on line e’ abbastanza labile. YouTube – che e’ di proprietà di Google – non riconosce il valore della proprieta’ intellettuale. Google dice di avvalersi della clausola del cosiddetto fair use e dichiara che basta una segnalazione per rimuovere un contenuto. La realta’ – si legge in una nota – e‘ che di contenuti protetti da copyright YouTube è pieno, e con questi ci guadagna, mentre chi perde ogni giorno sono gli autori, i registi, i giornalisti, gli editori. E’ diventata una battaglia comune che riguarda i produttori di contenuti audiovisivi e gli editori di giornali ed e’ ormai necessario un cambiamento di approccio da parte di Google nei confronti dei produttori di contenuti“.

Non dimentichiamo – aggiunge Camiglieri – che il danno che la pirateria provoca all’insieme dell’industria culturale del nostro paese si avvicina al miliardo di euro l’anno, e che negli ultimi dieci anni in Europa si sono persi 150.000 posti di lavoro a causa della stessa. Allo stesso modo, l’editoria, vede a rischio decine di migliaia dei 500 mila posti di lavoro incluso l’indotto, anche a causa del mancato rispetto dei diritti di proprieta’ intellettuale in rete e della gestione delle news da parte di Google che, con il suo sistema di accesso diretto, sta impoverendo sempre pi– la capacit… di creare contenuti editoriali“. red/cat

(END) Dow Jones Newswires
December 17, 2009 10:23 ET (15:23 GMT)
Copyright (c) 2009 MF-Dow Jones News Srl.

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ROMA (MF-DJ)–La nona sezione civile del Tribunale di Roma ha accolto ieri il ricorso di Mediaset contro YouTube disponendo la rimozione immediata da YouTube di tutto il materiale relativo al reality “Il grande fratello”. Google sta valutando i prossimi passi, inclusa la possibilita’ di ricorrere in appello. In base alla legge Europea e Italiana infatti, i service provider quali YouTube non hanno la responsabilita’ di effettuare il controllo del contenuto caricato dagli utenti. YouTube infatti non e’ un editore ma un hosting service provider, regolato dal Dlgs 70/2003 (cosiddetta Direttiva sul commercio elettronico).

E’ questo il contenuto di una lettera inviata dai consulenti di Google a tutti i deputati italiani dopo l’ordinanza di ieri del Tribunale di Roma. Google, tra l’altro, secondo quanto si apprende, attraverso una societa’ di relazioni istituzionali finanzia le attivita’ del cosiddetto gruppo parlamentare 2.0 di cui fanno parte molti parlamentari.

Secondo la lettera per Google “YouTube va al di la’ di quanto previsto dalla legge offrendo ai detentori dei diritti strumenti efficaci per
gestire se e come i loro contenuti debbano essere resi disponibili. Si tratta in particolare di un programma chiamato Content Id che oltre 1.000 broadcaster partner di Google, tra cui RAI e Fox Channels Italy, hanno scelto di utilizzare. Mediaset potrebbe semplicemente unirsi a questi altri partner e utilizzare questi strumenti. Oppure, in alternativa, basterebbe che segnalasse a YouTube le URL dei video e YouTube
provvederebbe alla loro rimozione
“. red/cat

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